L’investigatore O’Sheamus – parte terza

PARTE TERZA

«Buongiorno signor O’Sheamus» lo salutò con un inglese storpiato Dragoviç.
«Salve, avrei delle domande da farti…» gli rispose Alex. «Tu ovviamente conoscerai il terrorista Bladmir Reznòv » continuò Alex.
«temo che questo nome mi sia nuovo» disse il russo con una faccia perplessa. Questo ad Alex parve molto strano, il più grande terrorista del mondo non aveva mai tentato di sconvolgere la sua città natale?
«Come fai a non conoscerlo?» Chiese impaziente Alex.
«Vede… io sono nato in Russia e vi ho vissuto per 10 anni, poi sono stato portato in Inghilterra, a Londra per fare apprendistato presso il commissario della città, sono tornato meno di un anno fa a Mosca.» Spiegò Dragoviç.
«Comunque, mi serve una mano, le tue spie potrebbero rintracciare il covo di Reznòv?» chiese impazientemente Alex.
«Credo di sì..» disse in tono dubbio ed abbastanza sospetto,«La avviserò domani» annunciò il commissario dal volto scavato con quel suo tono che per qualche ragione sconcertava Alex.

Alex si recò nel hotel dove il commissario l’aveva ospitato: un motel di basso costo, comunque meglio di niente pensò Alex… la mattina dopo l’irlandese si recò dal commissario, che gli disse che non era riuscito a trovare informazioni, per lui questo fu troppo, i numerosi dubbi riguardanti Dragoviç che non lo avevano lasciato dormire quella sera furono confermati: il commissario era in combutta con Reznòv, da solo il terrorista non sarebbe mai riuscito ad avere conoscenze necessarie per trovare un buon punto per piazzare la bomba in città.

Alex tirò fuori le sue fidate Magnum calibro 44 che portava sempre con sé, le premette contro la schiena del commissario e lo costrinse a portarlo al covo del terrorista russo, una volta arrivato lì, fece dire al commissario di desiderare un incontro con Reznòv, così entrarono nel suo ufficio, Alex si appostò appena fuori dalla porta fingendo di essere una guardia; quando gli sembrò il momento adatto entrò con le pistole in mano, il terrorista si alzò e tirò fuori una mitragliatrice dal cassetto, prima che potesse mirare Alex gli sparò 4 volte al petto.

Poi Alex si rivolse a Dragoviç: «Cosa serve per disattivare l’ordigno?».
«Ci sono dei codici nel cassetto» rispose impaurito il commissario.
Alex inviò i codici al comandante di Scotland Yard e gli disse di inviare delle unità per catturare Dragoviç.

FINALE ALTERNATIVO

La mattina dopo l’irlandese si recò dal commissario, che gli disse che non era riuscito a trovare informazioni, per lui questo fu troppo, i numerosi dubbi riguardanti Dragoviç che non lo avevano lasciato dormire quella sera furono confermati: il commissario era in combutta con Reznòv, da solo il terrorista non sarebbe mai riuscito ad avere conoscenze necessarie per trovare un buon punto per piazzare la bomba in città.

Alex fece per tirare fuori le sue Magnum calibro 44, ma Dragoviç lo anticipò, gli puntò una pistola alla testa e lo scortò fino al covo di Reznòv. Raggiunto l’ufficio del terrorista varcarono la porta e nell’esatto momento in cui Alex entrò Reznòv si girò, era un uomo abbastanza grasso, calvo e con una profonda cicatrice annerita sulla guancia sinistra;

Alex si stupì quando vide che stava coccolando un orsetto lavatore, Reznòv non considerò neanche Dragoviç e si rivolse all’irlandese: «so che tu non conosci me ma io conosco te… contrariamente a quanto tu possa pensare ti conosco meglio di chiunque altro, un po’ come quei colpi di scena nei film vero? Ma il film è finito…» così dicendo gli sparò…

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